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TLTRO E BCE DELUDONO NEL 1? TEMPO

tratto da: linkerbolog.biz

TLTRO E BCE DELUDONO NEL 1? TEMPO Le nude cifre dicono che circa 255 banche europee hanno chiesto e ottenuto in tutto 83,6 miliardi di € dalla BCE allo 0,15% per 4 anni nella prima finestra delle 2 previste per il 2014 del finanziamento speciale (TLTRO) pensati specificamente per dare liquidità a basso costo e indurre le banche a prestare di più a famiglie e imprese. Il risultato a detta di tutti è stato deludente, addirittura la metà di quanto alcuni esperti si attendevano. Nelle precedenti finestre di liquidità (TLTRO) le banche che avevano richiesto fondi erano state 530 e più di 800.

Il risultato deludente conferma le perplessità che nutrivo verso questa specifica operazione di rifinanziamento, che la stampa italiana (non quella estera) aveva frettolosamente venduto come il ritorno del credito alle imprese, suscitando subito tragicomiche aspettative tra i lettori-imprenditori:
- il problema delle banche è il CAPITALE, non la liquidità. La liquidità a basso costo è già disponibile, ma per espandere gli impieghi occorre sempre più capitale e sin qui le banche hanno dovuto ridurre impieghi per stare nei parametri di capitale;
- proprio perché il problema è il capitale non c’era motivo di imbottirsi di liquidità prima di sapere l’esito dell’esame AQR in corso, dal quale le banche stesse sapranno se hanno sufficiente capitale o se gli azionisti devono ancora mettere mano al portafoglio
- il capitale si conserva, si centellina facendo prestiti a imprese con basso rischio o facendoseli garantire dallo Stato, in entrambi i casi un bocchettone molto stretto. La domanda di credito, intendendo quella parte di domanda che le banche sono disposte ad accettare non l’intera domanda dalle imprese, è piuttosto debole e la liquidità in eccesso oggi finirebbe parcheggiata con rendimenti bassi.

fonte: Silvia Merler -@SMerler - Bruegel.org

Tutto qui, ma va detto che le banche italiane hanno preso dalla BCE 23 miliardi, pari al 28% del totale. Una parte cospicua verrà usata per rimborsare i prestiti LTRO presi più di 2 anni fa sempre dalla BCE e che hanno ancora in pancia, quindi effetto zero. Una parte, così dicono alcuni CEO, andrà alle imprese che investono. Considerato il calo degli investimenti in Italia si può già intuire che le imprese che investono in attività fisse con questa domanda interna (a pezzi) e internazionale (in declino) probabilmente sono 1 su 3 o addirittura meno.
Quindi nessuno si aspetti miracoli da questi 23 miliardi arrivati nelle casse di Unicredit, Intesa, MPS e altre banche minori. Le statistiche sul credito, sin qui mestamente declinanti, non avranno un rimbalzo positivo ma una leggera riduzione del percorso di declino. Le imprese che non hanno bisogno di finanziamenti si vedranno offrire fondi a tassi straordinariamente allettanti, quelle che hanno bisogno di credito -spesso per motivi sbagliati e con bilanci in disordine- non riceveranno alcuna offerta, né speciale né costosa.
Il 2° tempo del TLTRO arriva in dicembre, dopo gli stress test e non è difficile immaginare che la domanda da parte delle banche sarà più alta, perché i presupposti sul capitale più certi.
Invece sui tanti commenti relativi alla domanda di credito che mancherebbe, sarà opportuno tornarci con il prossimo commento. Mi limito a fare vedere quanto le stesse banche europee hanno risposto alla BCE nell’ultimo sondaggio della rilevazione periodica della Bank Lending Survey:



Se le banche italiane si aspettano una domanda per investimenti in questa fine 2014 e prima metà del 2015 possono serenamente sedersi in poltrona, aspettare e fare altro. Se invece hanno voglia di finanziare scorte e capitale circolante di domanda ne trovano sicuramente di più.



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