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TASSI STABILIZZATI PER LE IMPRESE.....MA NON TUTTE !!!

tratto da www.linkerblog.biz

TASSI STABILIZZATI PER LE IMPRESE.....MA NON TUTTE !!!  La rilevazione condotta periodicamente dalla BCE su 133 banche europee (The Euro Area Bank Lending Survey) e appena pubblicata indica per l’intera area di indagine che il mercato del credito alle imprese si sta allentando sia per quanto riguarda la disponibilità a concedere credito che per le condizioni applicate a famiglie e imprese. I risultati,  pesati per i vari paesi, indicano una tendenza al miglioramento anche per il 1° trimestre 2014. Di seguito due dei grafici più significativi per evidenziare il trend rilevato:

La percentuale di banche che indicano un irrigidimento (aumento) dei termini e delle condizioni applicate ai prestiti concessi alle imprese sta calando trimestre dopo trimestre e si avvicina allo zero.

Il miglioramento sembra valere più per le SME (small business) e le PMI, rispetto alle grandi imprese, soprattutto per quanto riguarda le aspettative dei prossimi 3 mesi.
Questa la fotografia della media europea.
I dati sono forniti alla BCE dalla Banca d’Italia che riporta le serie statistiche nel suo sito.
E’ quindi possibile fare osservazioni sulla tendenza dei tassi applicati alle imprese in un periodo di oltre 10 anni per apprezzare come il sistema bancario abbia agito sulle condizioni praticate alle imprese, sia in media generale che nel comparto delle imprese che sono considerate a maggiore rischio.

Per leggere il grafico, le linee blu e rossa rappresentano l’indice di diffusione, ossia la media delle risposte che indicano valori compresi tra 1 (massimo irrigidimento) e -1. L’area grigia è dunque quella in cui le banche stanno aumentando più o meno velocemente gli spread alle imprese.
Si può constatare come in Italia gli spread siano aumentati senza sosta dalla fine del 2007 ma lo strappo più deciso verso l’altro è avvenuto in due fasi: tra fine 2007 e 2009 e successivamente ancora da metà 2010 fino a inizio 2012. In questi due periodi è avvenuto gran parte dell’aggiustamento degli spread al rischio, come previsto dalla logica del rating di Basilea. Dall’inizio del 2012 l’aggiustamento per il rischio (chiamato repricing dalle banche) è continuato ma con sempre minore intensità. L’ultima rilevazione indica che siamo arrivati in una zona di relatività stabilità. Nella media, perché la curva rossa quella delle imprese più rischiose si distacca in modo significativo dalla media. Il repricing sulle imprese più rischiose continua ed è solo l’anticamera della riduzione dei fidi, perché su certi livelli di rischiosità e rating non esiste prezzo che possa giustificare il consumo di capitale.
Anche questa osservazione conferma l’ipotesi che i tassi praticati alle imprese abbiano raggiunto oggi un tetto, difficile da superare perché gli oneri finanziari sono pesantissimi sui bilanci delle imprese e non è possibile tirare troppo la corda. Anche i tassi sulle imprese più rischiose con i peggiori rating si stanno stabilizzando ma rimane ancora una certa propensione a ritocchi all’insù.
Inutile aggiungere che questa rimane un’area di massima attenzione per le PMI.





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