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QUESTA VOLTA POSSIAMO CREDERE AI MAGHI?

tratto da www.linkerblog.biz

QUESTA VOLTA POSSIAMO CREDERE AI MAGHI?  Il Centro Studi di Confindustria ha appena pubblicato il nuovo scenario economico del 2013 e questa volta sembra essere meno pessimista a breve:
Nel profilo di previsione del CSC l’arretramento del PIL proseguirà nel secondo e nel terzo trimestre di quest’anno, ma si affievolirà (rispettivamente -0,4% e -0,2% congiunturale). Nell’insieme, dunque, la contrazione durerà nove trimestri, tre in più rispetto alla precedente recessione, e sarà del 4,8% (-0,55% medio trimestrale), pari ai due terzi di quella del 2008-2009.
Alla fine di questa recessione il livello del PIL sarà più basso del 9,2% rispetto al picco del 2007, raggiungendo valori inferiori del 2,2% ai minimi toccati nel secondo trimestre del 2009. Incrementi congiunturali del PIL si avranno a partire dalla fine di quest’anno e si manterranno per tutto il 2014 (+0,2% medio trimestrale).
I miglioramenti nella seconda parte del 2013 saranno favoriti da politiche di bilancio meno restrittive, dal più vivace ritmo di crescita della domanda globale (cui si agganceranno le esportazioni italiane), da una maggiore stabilità dell’azione di governo rivolta a sostenere i bilanci di famiglie e imprese. Ciò contribuirà a migliorare la fiducia che negli ultimi mesi ha avuto un parziale recupero dai minimi storici toccati nella seconda metà del 2012.
Speriamo che questa volta abbia ragione sulla fine della recessione a partire da Natale 2013, perché solo un anno fa non la pensava proprio così come mostra la comparazione tra le stesse tabelle di previsione del giugno 2012 e del giugno 2013. Un errore di ‘solo’ l’1,6% nella previsione del PIL.

Del resto non era stata l’unica a vedere rosa nel 2013. A parte il fiducioso due Monti-Grilli che ci aveva parlato di luci in fondo al tunnel a metà 2013, anche i più seri ricercatori della Banca d’Italia avevano speranze migliori. Alla fine di marzo ci parlavano di un possibile avvio di ripresa e di uscita dalla fase recessiva tra gli ultimi mesi dell’anno e l’inizio del 2013. Noi tutti -che non abbiamo modelli econometrici ma ascoltiamo le opinioni delle imprese- eravamo alquanto scettici e facevamo bene a non fidarci delle previsioni degli economisti.


Ma per non dare sempre le colpe ai nostri economisti possiamo anche fare riferimento alla previsione appena fatta dalla agenzia di rating Standard & Poor's



Previsione più morbida per il 2013, meno 1,9% e uguale per il 2013, il magro +0,5% che pure oggi sembra un miraggio.

Speriamo, anche se fin qui il governo Letta dal pede lento non sbaglia mosse ma neppure stupisce per l’incisività delle manovre, rimandando tasse per prelevare tasse con un nome diverso, senza tagliare le spese nessuno crede che andremo tanto lontano.




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