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Polizze assicurative, una giungla: manuale di sopravvivenza



Articolo a cura di Vincenzo Imperatore


In banca si vendono prodotti del genere anche quando non sono richiesti. Tra contratti, commissioni e rischi, qualche consiglio per non finire nelle fauci degli squali in agguato.


Unit linked, index linked, polizze con gestione separata, polizze temporanee caso morte, polizze infortuni, polizze pensionistiche: una giungla. Molte persone mi chiedono delucidazioni su questi prodotti che scoprono, come la sorpresa dell’uovo di Pasqua, di avere tra i loro investimenti. Per oltre un ventennio in banca si è venduta tanta di “questa” merce che oggi nei portafogli degli italiani la probabilità che sia presente (o sia stato presente) un prodotto del genere è quasi pari al 100%.

PRESSING PER FARVI ACQUISTARE. È vero che quello di proteggersi contro i rischi è uno dei bisogni più antichi dell’uomo, ma è altrettanto vero che spesso i risparmiatori italiani non sanno neppure perche’ hanno sottoscritto una polizza assicurativa. Perché, lo ripetiamo da tempo, in banca non si acquistano prodotti. Nessuno (o pochi) entrano in banca con l’idea precisa di comprare qualcosa. In banca, purtroppo, i prodotti si vendono solo perché c’è qualcuno che ti pressa per acquistarli.

DIVERSI BISOGNI DEL CLIENTE. A ogni modo gli obiettivi per i quali si può scegliere un prodotto assicurativo possono essere diversi. Può essere per un’esigenza di risparmio o investimento (rientrano in questa categoria le polizze di ramo vita il cui rendimento è legato all’andamento di una gestione separata o a uno o più indici o fondi assicurativi). Oppure per una protezione del patrimonio (polizze per la responsabilità civile auto o del capofamiglia o per la protezione dell’abitazione).

Esistono polizze per la protezione della persona (tutela in caso di morte, infortunio, invalidità o perdita del lavoro). Infine le polizze possono essere utilizzate per integrare la futura pensione (fondi pensione e piani individuali pensionistici). In Italia le polizze più vendute (e, in pochi casi, richieste) sono quelle di risparmio proposte dalle banche e compagnie di assicurazione come alternativa a investimenti come azioni, obbligazioni o titoli di Stato. Sembra (eufemismo!) quindi che l’esigenza primaria non sia né quella di copertura del rischio (morte, furto, danni) né quella previdenziale, ma quella del risparmio.

NESSUN RISCHIO PER LA COMPAGNIA. Per tale motivo cerceheremo di dare semplici e inderogabili consigli solo per questi prodotti. Nei prodotti di investimento il risparmiatore versa un capitale con l’obiettivo di ottenerne una rivalutazione. In questo caso la copertura assicurativa per morte o infortunio di solito è presente in misura minima. La compagnia assicurativa non corre quindi alcun rischio dato che, in caso di decesso dell’assicurato, si limita semplicemente a corrispondere agli eredi il capitale versato, con o senza rivalutazione.

IL CONTRATTRO PREVEDE TRE FIGURE. Ci sono tre tipi di polizze: Unit linked, index linked e polizze vita legate a una gestione separata. In ogni caso il contratto è denominato “assicurazione sulla vita” e prevede la presenza di tre figure. Il contraente è la persona che stipula il contratto di assicurazione e s’impegna al versamento dei premi alla società. L’assicurato è la persona sulla cui vita viene stipulato il contratto. Il beneficiario è la persona designata in polizza dal contraente, che riceve la prestazione prevista dal contratto quando si verifica l’evento assicurato.

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