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ORA LA SFIDA DELLE BANCHE E' DISINCAGLIARE

tratto da www.linkerblog.biz

ORA LA SFIDA DELLE BANCHE E' DISINCAGLIARE Dopo avere commentato i dati, positivi a prima vista (in termini di riduzione), sull’andamento delle sofferenze bancarie, oggi un supplemento di indagine per focalizzarsi sulla seconda più importante componente dei crediti deteriorati, gli incagli. Sulla carta si tratta di posizioni con un’elevata probabilità di recupero e di ritorno alle condizioni di solvibilità. Invece in questi anni sono purtroppo stati il principale bacino di ingresso verso posizioni a sofferenza con bassa probabilità di recupero.
E’ chiaro che la grande partita del credito si gioca in questa categoria perché se gli incagli dovessero tutti scivolare verso la sofferenza troveremmo pressapoco altri 100 miliardi affidati a migliaia di azioni di recupero giudiziale. Invece le posizioni a incaglio dovrebbero essere uno stato temporaneo con possibilità di miglioramento, se imprese e banche si danno una mano a trovare le migliori soluzioni. Possibile dire che la qualità dei metodi di recupero si esercita in questo difficile campo di gara.
L’accantonamento posto dalle banche a fronte degli incagli è storicamente stato attorno al 20%, la possibilità di recupero più elevata in quanto sostenuta da garanzie reali e personali, ma quel 20% è sotto l’aspetto statistico una specie di indice di probabilità che 8 su 10 possano rientrare in linea di salute.
Le banche italiane hanno dovuto in questi anni di crescita del credito deteriorato rincorrere i valori di sofferenze e incagli con accantonamenti sempre maggiori in valore assoluto, faticando a tenere il ritmo dal punto di vista della copertura percentuale. Come mostrano i grafici elaborati sui dati dell’ultima trimestrale quasi tutte le banche hanno cercato di alzare le percentuali di copertura con maggiori rettifiche.


Evidente il salto fatto da Unicredit a fine anno, sulle sofferenze ha raggiunto il tasso di copertura di Intesa al 63%, lasciando tutte le altre grandi banche a percentuali tra il 54% e il 58%. Altrettanto evidente lo sforzo imposto a Carige con il bilancio dell’ultimo trimestre 2013 per allinearsi alla media delle maggiori banche. Stabili o addirittura in calo le maggiori banche popolari a conferma delle difficoltà di conciliare risultato di bilancio e politica di accantonamento.
Sugli incagli risulta abbastanza anomala invece la posizione di Unicredit che pur avendo già un tasso di copertura elevato (32%) ha deciso di accantonare altri miliardi raggiungendo una copertura del 38% che è quasi il doppio di banche com UBI e Banco Popolare, stabilendo un benchmark critico per le altre banche.
Come mai Unicredit ritiene di dovere fornire una maggiore copertura ai suoi incagli? Una valutazione di maggiore cautela di fronte agli investitori oppure la somma di tante valutazioni sull’effettiva situazione dei crediti verso grandi debitori classificati a incaglio?
Nonostante la presenza delle garanzie a fronte dei crediti a incaglio l’accantonamento in zona 20% non lascia molto tranquilli, trattandosi di decine di miliardi a rischio (vedi grafico seguente).

Complessivamente le prime 8 banche hanno classificato a incaglio quasi 75 miliardi di euro. Ecco spiegata con valori assoluti la sensazione che la partita sulla qualità del credito e sul restauro del portafoglio crediti si giochi proprio sulla categoria incagli. Una partita che vede coinvolti su fronti opposti imprese che lottano per allontanare lo spettro di insolvenza e fallimento e banche che vorrebbero riportare rapidamente a casa i crediti concessi. Tuttavia in questo antagonismo (spesso legato ai tempi di recupero) risiedono una serie di meccanismi e comportamenti (non ultima la legge fallimentare) che dovrebbero aiutare i due contendenti a remare nella stessa direzione salvando barca, remi e rematori.
Non è sempre così, purtroppo, ma la posta in palio è tale che si può solo auspicare che chiunque, legislatore e potere giudiziario in prima battuta, trovi il modo di comprendere dimensione e importanza della sfida adoperandosi in modo costruttivo per offrire una sponda all’operazione di disincaglio.


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