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LE PROFONDE FERITE DELLA CRISI SULLE NOSTRE IMPRESE

tratto da www.linkerblog.biz

LE PROFONDE FERITE DELLA CRISI SULLE NOSTRE IMPRESE Molto interessante il rapporto presentato in settimana dall’ISTAT sulla competitività delle imprese manifatturiere italiane, in particolare la sezione dedicata ai confronti con altri paesi europei e alle risposte adottate dalle imprese italiane di fronte alla crisi. Impressionante serie di grafici e tabelle che fotografano l’entità della crisi produttiva delle nostre grandi e piccole imprese, a cominciare dal crollo verticale della produzione nei primi anni di crisi, seguita da una seconda fase negativa dal 2011.  


mentre il rapporto con la produzione industriale della Germania è un indice che declina costantemente, ben prima dell’inizio della crisi dalla fine degli anni ’90 e che offre un nuovo spunto sulla perdita di competitività del nostro sistema produttivo rispetto ai già temuti concorrenti tedeschi.

La crisi non è uguale per tutti
Durante il periodo di crisi 2010-13 le imprese italiane hanno subito un tracollo in termini di produzione. Il confronto con le imprese tedesche è impietoso e mostrato nella seguente tabella dove in senso assoluto a fronte di un calo del 2,3% della produzione delle imprese manifatturiere tedesche dall’aprile 2008, le italiane sono crollate del 24%.

ma ancora peggiore è la tabella seguente dove si osserva la grande divaricazione delle imprese in crisi:



Le imprese tedesche che hanno subito cali produttivi importanti, oltre il 20% sono solo il 16,5% del totale, mentre in Italia oltre 2/3 delle imprese manifatturiere hanno subito l’aggressione violenta della crisi. Se estendiamo il perimetro alle imprese con cali di produzione oltre il 10% (i valori cerchiati nella tabella) sono ancora una sconfitta delle nostre imprese: 36,2% in Germania, 74,9% in Italia più del doppio.
Le risposte delle imprese italiane alla crisi sono illustrate in altre interessanti tabelle e alcune sono più significative, ad esempio questo grafico che mostra gli effetti della crisi nel periodo 2012-2013, quindi nella fase teoricamente meno intensa della crisi, considerando le promesse o previsioni di fine della crisi nel 2013 formulate dal governo Monti e da altre autorevoli fonti : oltre 1/3 delle imprese hanno avuto altri cali di fatturato, il 18% ha dovuto ridurre i prezzi e quindi i margini, il 28% ha tagliato i costi di personale. Sono ferite profonde.


Ultimo punto che portiamo all’attenzione: le risposte strategiche alla crisi adottate dalle imprese manifatturiere


Nella maggior parte dei casi interventi sui costi e di miglioramento della qualità dei prodotti, per il 50% un disperato taglio dei prezzi per mantenere le quote di mercato, ma colpisce anche quell’ultima colonna:il 20% delle imprese ha dovuto ristrutturare il debito e questo ci riporta al tema piu volte affrontato dal nostro blog: le imprese, la finanza, la crisi delle imprese, la crisi delle banche. Se un’impresa su cinque non è stata in grado di rimborsare i debiti contratti prima (o durante la crisi) è evidente che abbiamo un problema di ‘manutenzione’ enorme e che le soluzioni dovevano e dovranno essere veramente straordinarie e affrontate con tempismo non sempre accettato e metabolizzato dagli imprenditori  .






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