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LE DECISIONI DELLA BCE: COSA CAMBIA ?

LE DECISIONI DELLA BCE: COSA CAMBIA ? La Banca Centrale Europea ha preso l'iniziativa: taglio del tasso di riferimento (a 0,15% dal precedente 0,25 per cento) e tasso negativo per la prima volta sui depositi overnight delle banche presso la stessa Bce (-0,1 per cento….cioe’ le banche devono pagare per lasciare fondi “in parcheggio” presso la BCE).
Non solo ma l’elemento piu’ determinante ( e meno scontato….tutti aspettavamo questa riduzione dei tassi !!!) e’ stata la decisione della fornitura di liquidita’ (400 miliardi di euro iniziali !!!) in base alla quale le banche potranno richiedere alla BCE, a condizioni molto vantaggiose ( 0,25% ), fondi a 4 anni a patto che SI IMPEGNINO A IMPIEGARLI nel settore privato, imprese e famiglie ( cioe’ questa volta non possono prendersi i soldi dalla BCE e comprare titoli di Stato).

L'obiettivo: dare un'energica scossa all'economia dell'area euro e scongiurare il pericolo, sempre piu’ concreto, che la deflazione (un generalizzato calo dei prezzi che determina un freno nella spesa di consumatori e aziende, che sono incentivati a posporre gli acquisti di beni e servizi non indispensabili, con l'aspettativa di ulteriori cali dei prezzi, con l'effetto di innescare una spirale negativa. Le imprese, non riuscendo a vendere a determinati prezzi parte dei beni e servizi, cercano di collocarli a prezzi inferiori) vanifichi la ripresa

CHE COSA CAMBIA ALLORA PER LE FAMIGLIE , PER LE IMPRESE , PER LE BANCHE DOPO LE DECISIONI DI DRAGHI ?

FAMIGLIE : BENEFICI CONCRETI SOLO PER CHI DEVE STIPULARE UN NUOVO MUTUO

Per chi ha gia’ un mutuo (o prestito ipotecario o chirografario) indicizzato (variabile), il taglio del tasso di riferimento di 10 bp avra’ effetti risibili perche’ sono rarissimi i muti indicizzati direttamente al tasso BCE; la maggior parte sono legati all’EURIBOR che, per effetto delle tensioni verificatesi sul mercato interbancario negli ultimi 6 mesi, se mai avra’ un ridimensionamento, scontera' una riduzione comunque impercettibile !!!
Diverso il discorso per chi deve contrarre un nuovo mutuo ( ipotecario o chirografario) che puo’ beneficiare sicuramente di un tasso di partenza basso ma soprattutto, per effetto della stabilita’ dei tassi, per un periodo di tempo almeno fino al marzo 2018

IMPRESE : UN RUBINETTO POTENZIALE DI 75 MILIARDI PER L’ITALIA

Nulla cambia per i prezzi per gli stessi motivi di cui sopra per cui abituiamoci a sentire la solita litania “……la sua azienda esprime un rating che non permette di abbassare i tassi...” cui rispondere con la VERIFICA DEL RATING e UNA NEGOZIAZIONE PROFESSIONAL .
Diverso il discorso per le nuove erogazione perche’ in teoria l’immissione di liquidita’ comporta che le banche dovrebbero erogare di piu e a tassi piu bassi.
Con benefici per tutti : una autorevole stima afferma che se il tasso medio del finanziamento bancario in un paese come l’Italia ( e quindi anche per le imprese) scendesse di 0,50 bp questo equivarrebbe a un taglio delle tasse del 10% oppure a un deprezzamento dell’euro del 10% (aziende import-export). EFFETTO FINALE : gli utili delle imprese potrebbero aumentare dal 3% al 8% !!

MA ACCADRA TUTTO QUESTO ?


Affinche tutto cio’ accada le banche devono avere convenienza ad erogare finanziamenti perche’ fare credito non costa solo in termini di differenziale di prezzi ( e in questo caso le banche guadagnerebbero sicuramente se acquistano danaro al 0,25% e poi lo rivendono mediamente al 6% )ma costa soprattutto in termini di CAPITALE nel senso che , per effetto dell’accordo di Basilea 2, le banche devono accantonare una “riserva di cautela” ( poco fruttifera) in relazione al grado di rischiosita’ (probabilita’ di default) espressa dalla azienda richiedente
E oggi sono molte, tante, troppe ….le aziende insolventi o in situazione di stress finanziario che esprimono rating elevati che comportano alte percentuali di accantonamento !
E allora anche qui occorre fare la distinzione tra banche del NORD EUROPA ( forti patrimonialmente) cui converra’ trasformare in credito i soldi presi dalla BCE e le banche del SUD EUROPA che hanno accumulato cosi’ tanti crediti deteriorati nei loro bilanci che erogare finanziamenti e’ diventato molto rischioso e costoso !!
Quindi affinche’ le banche italiane ritornino a prestare soldi occorre una svolta sui crediti deteriorati altrimenti non ci sara’ “bacchetta magica” che tenga !!!
Nessuna illusione !!!! La finanza va gestita .....non comprata !!!


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