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LA RESISTENZA AL CAMBIAMENTO: PERCHE' ?

LA RESISTENZA AL CAMBIAMENTO: PERCHE' ? Spesso il nostro blog si sofferma sulle cause della crisi sistemica difendendo gli imprenditori e accusando banche, governi e poteri forti.
Non volendo fare dietrologia e cercando di essere molto orientati al “problem solving” le analisi e gli studi sono solo esercizi “teorici” che servono (soprattutto ai consulenti) semplicemente a capire……….non a FARE !!
Ora e’ venuto (forse e’ tardi per alcuni…..)il momento del FARE, dell’attuare CAMBIAMENTI talvolta radicali nel modo di concepire e gestire l’azienda.
E qui ….casca l’asino!!!......sul CAMBIAMENTO !!!!
Il cambiamento è un fenomeno ricorrente nella nostra esperienza, sia personale che di vita aziendale.
Ciononostante, non solo non siamo avvezzi al cambiamento, ma di solito, più o meno consapevolmente, cerchiamo di opporgli resistenza: questo perché cambiare è faticoso e rompe ritmi ed equilibri che ormai sono entrati a far parte delle nostre abitudini.
La domanda piu’ frequente che ci troviamo a dover fronteggiare nella nostra attivita’ consulenziale e’ “PERCHE’???”: Perche’ dovrei cambiare quando tutto cio’ che ho fatto finora (20, 30…..40 anni di attivita’ !!) sembrava giusto ? Perche’ proprio ora, in un momento di crisi che, una volta passato, mi permettera’ di ritornare sui miei livelli facendo le cose che ho sempre fatto ?
Soffermandoci su questo ultimo aspetto, quasi tutte le persone che si sentono “minacciate” (nel loro ruolo o nelle relazioni) tendono a “resistere” perché percepiscono il cambiamento come una perdita di controllo sulle loro attività abituali, sul loro ruolo in azienda, sul reddito, sulle abitudini di vita e di lavoro.
Ebbene, evitando di entrare nei singoli particolari e quindi nelle analisi di ciascun caso azindale, oggi ci limitiamo a dire che siamo soliti rispondere…….in silenzio……. facendo vedere un grafico !!!
Si, un grafico apparso sulla rivista “The Economist” nel giugno 2011 e basato su uno studio effettuato dallo scomparso economista britannico Angus Maddison che, lavorando su un'analisi statistica monumentale della crescita storica dell'economia mondiale dalla nascita di Cristo sino al 2010, ha inevitabilmente forzato un ripensamento delle teorie della crescita economica.
Vi proponiamo la traduzione :
DUEMILA ANNI IN UN GRAFICO
Una linea temporale alternativa per gli ultimi due millenni

“Alcune persone raccontano la storia dall'alto, registrando le grandi gesta di grandi uomini . Altri raccontano la storia dal basso, sostenendo che la vita di una persona è tanto una parte della storia dell'umanità quanto quella di un altro.
Se le persone fanno la storia , come questo secondo punto di vista democratico suggerisce , quindi due persone fanno il doppio della storia .
Dato che ci sono quasi 7 miliardi di persone vive oggi, ne consegue che stanno facendo sette volte tanto di storia come il 1 miliardo di persone in vita nel 1811.
La tabella sottostante mostra una cronologia della popolazione ponderata degli ultimi due millenni:
Con questo calcolo , oltre il 28 % di tutta la storia fatta dalla nascita di Cristo ad oggi è stato fatto nel 20 ° secolo.
Misurato in anni vissuti questo secolo, che ha soli tredici anni, è già " di più" che tutto il 17 ° secolo .
Non solo ma questo secolo ha dato un contributo ancora più grande per la storia economica: infatti oltre il 23 % di tutti i beni e servizi prodotti dal 1° secolo d.c sono stati sviluppati nel decennio 2001-2010 !!!”



E stiamo ancora a chiederci PERCHE’ ????

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