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IL RISCHIO DELLE BANCHE E' IN EUROPA

tratto da www.linkerblog.biz

IL RISCHIO DELLE BANCHE E' IN EUROPA Senza entrare troppo in profondità sui tecnicismi che finirebbero per annoiare subito gran parte dei lettori di questo blog, il commento di oggi riprende una ricerca pubblicata da un’investment bank statunitense, Keefe Bruyette & Woods, sulla rischiosità dei sistemi bancari, che mette a confronto il gruppo delle grandissime banche europee con le banche USA, le cosiddette banche SIFI (Systemically Important Financial Institutions). L’analisi verte sul confronto tra i requisiti di capitale previsti dall’accordo di Basilea3, ma confrontando due indici: il primo è la dotazione base di capitale prevista da Basilea3, il Tier1 Common Equity, il secondo è un nuovo indice che KBW ritiene diventerà progressivamente più importante, perché tiene conto di tutte le operazioni in derivati fuori bilancio (vedi box in fondo).
Ricalcolando i due indici e confrontandoli tra il gruppo delle banche SIFI USA e delle banche europee la tabella che segue mostra che le banche europee hanno un livello di capitale in percentuale ben inferiore a quello delle banche statunitensi quando il capitale è messo a confronto dell’esposizione in derivati, mentre i valori sono abbastanza omogenei sul confronto del Tier1 Capital.

Tutte le principali banche USA mostrano valori percentuali più elevate nel rapporto tra capitale e attività (compresi tutti i derivati) rispetto alle banche europee. Inoltre tutte le banche USA superano la soglia del 3% che è considerato il livello minimo di capitalizzazione per Basilea3, mentre nell’elenco di quelle mostrate solo BNP supera il 3%.
All’interno dello stesso studio un grafico mette a confronto la performance delle principali banche europee, asiatiche e statunitensi in termini di Price to Book Value e di ROE (o meglio Return on Tangible Common Equity):




Salta subito all’occhio che Unicredit (UCG) unica banca italiana considerata nel confronto è con largo distacco in fondo alla lista guidata da Bank of New York e da State Street Corporation. Purtroppo un altro indicatore che la situazione delle nostre banche non giustifica alcun ottimismo. 



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