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E' TEMPO DI FARE PULIZIA NELLE BANCHE

tratto da www.linkerblog.biz

E' TEMPO DI FARE PULIZIA NELLE BANCHE  Se vogliamo continuare a credere e sostenere che le banche italiane siano solide e siano tuttora uno dei pilastri su cui il sistema economico e finanziario può contare per il futuro, se vogliamo che i prossimi interventi del governatore della Banca d’Italia siano meno misurati e diplomatici e non si trasformino in un atto diretto di accusa ai vertici bancari -come peraltro è già successo in UK quando il governatore M.King e i ministri hanno perso le staffe - allora non possiamo ignorare la sequenza di orrori che sta collegando la filiera di banche italiane in crisi, a partire da MPS passando per TERCAS, CARIFE, Banca Marche e ora CARIGE.
Perché?
Precisamente perché all’esplodere di ognuna di queste crisi sono associati episodi di gestione bancaria così opaca -per essere diplomatici- da sconfinare sempre nell’indagine penale da parte delle procure e scoperchiando la pentola sono emerse situazioni dell’orrore all’interno della ‘governance‘ di queste banche. Impegni tenuti nascosti e non contabilizzati, prodotti finanziari venduti in spregio alla tutela dei diritti del cliente, crediti erogati ad amici senza nessuna tutela del principio di valutazione del rischio, operazioni in pieno conflitto di interesse. Perché il problema non è più confinato a qualche piccola BCC o banchetta privata come il Credito Cooperativo Fiorentino, ma tocca banche di dimensione media che hanno decine di miliardi di depositi di clientela, che essendo totalmente ignara di questi maneggi rimane sbigottita e preoccupata.
Le altre banche, quelle solide, quelle senza scheletri negli armadi non possono più tollerare di essere associate a un’immagine negativa del sistema, corroborata di continuo da fatti e prove, di una gestione scriteriata e corrotta dell’intermediazione del denaro. La stessa autorità di vigilanza non deve più trovarsi nell’imbarazzo di pubblicare memoriali postumi di fronte al pubblico o al governo per discolparsi dall’accusa di una mancata vigilanza, di un mancato intervento, che invece durava da anni senza essere mai pienamente accolto dai vertici delle banche poi cadute in crisi.
Se tutta questa ramanzina vi sembra un po’ generica e utopica allora splendete i prossimi dieci minuti a leggere l’articolo pubblicato da Cronache Maceratesi che scoperchia ulteriormente la pentola di Banca Marche (oggi oggetto di un giusto downgrading del suo debito) e che rivela nei memoriali degli stessi consiglieri il peggio di quanto è avvenuto dentro la banca, silenziosamente, per anni. Per anni, non per mesi…
DOSSIER SU BANCA MARCHE – Il memoriale di Ambrosini (di Marco Ricci, Cronache Maceratesi)




Una sequenza terrificante di verbali, lettere di contestazione, conflitti interni che quantomeno dimostra come il problema della gestione al vertice della banca marchigiana sia vecchio di ben 4 anni e come fosse già esploso internamente da metà 2011 a seguito di rilievi ispettivi della Banca d’Italia che non sono mai stati presi con sufficiente serietà dai vertici, né dagli azionisti (le tre fondazioni) peraltro in perenne conflitto tra loro.
La soluzione del problema di Banca Marche è diventata molto complessa e costosa oggi e tocca tutto il sistema bancario italiano. Sconfina pure in interventi della politica e degli imprenditori locali, ma il buco causato da 4 e passa anni di gestione incredibilmente scorretta è diventato così grande da superare le capacità del territorio marchigiano, come spiega un altro articolo di Cronache Maceratesi.
E’ ora di dire basta e di fare pulizia nel settore bancario, non possiamo pensare di avere banche gestite in questo modo improvvisato e sordo a qualsiasi richiamo proveniente dalle autorità di vigilanza. Separiamo l’erba buona dalla zizzania.

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