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DALLA PARTE DEL CORRENTISTA

Chiarelettere

DALLA PARTE DEL CORRENTISTA   Finalmente un atto pubblico duro e importantissimo. In un suo recente intervento in Calabria don Luigi Ciotti, sempre in prima linea e protagonista di mille battaglie, stavolta si è schierato vicino a un imprenditore vittima di usura bancaria, Antonino De Masi. Sono migliaia ormai i casi come quello denunciato da don Ciotti in tutta Italia e coinvolgono alcuni tra i principali istituti del paese. Il meccanismo è semplice e l'abbiamo raccontato in due libri pubblicati quest'anno. Il primo, LA RIVOLTA DEL CORRENTISTA, è la storia di Mario Bortoletto, imprenditore padovano in difficoltà con le banche. Dopo anni di sfiancanti richieste di rientro che hanno messo a dura prova la sua attività e inevitabilmente anche la sua vita, Bortoletto è passato al contrattacco. Tutto da solo, la sua storia è veramente unica e incredibile. Pochi mesi dopo la pubblicazione de LA RIVOLTA DEL CORRENTISTA abbiamo conosciuto Vincenzo Imperatore, un ex manager che per 20 anni ha lavorato ai vertici di alcuni importantissimi istituti di credito italiani. Così è nato il secondo libro, IO SO E HO LE PROVE, una denuncia durissima e circostanziata su come lavorano e hanno lavorato per anni le banche italiane. Due voci dall'interno, due libri che hanno avuto ampio riscontro tra i lettori. Eppure resta la sensazione che siano due pubblicazioni quasi clandestine, due testimonianze di teste calde. Non è così. Imperatore e Bortoletto dimostrano con le loro storie che tantissime banche hanno agito consapevolmente imbrogliando i propri correntisti. A don Ciotti che invita le persone oneste a ritirare i soldi e a chiudere i propri conti nelle banche responsabili di usura, gli istituti di credito hanno risposto che non esiste alcuna condanna della Cassazione per la vicenda specifica contestata, quella dell'imprenditore De Masi. Il tema è sempre lo stesso, i tribunali provano responsabilità chiare delle banche ma poi non riescono a determinare la responsabilità oggettiva. Insomma, di chi è la colpa? Del direttore di filiale? Del dirigente di zona? Del manager più in alto? Un caso interessante sul tema della responsabilità si è verificato a Forlì e ne dà conto proprio il libro di Bortoletto. Un imprenditore fa un esposto alla Procura della città romagnola per tassi troppo alti applicati sul conto corrente, partono le indagini, la guardia di finanza fa visita direttamente alle filiali delle banche interessate. I direttori rimbalzano la questione ai dirigenti di zona, questi a loro volta girano la responsabilità ai superiori fino ad arrivare ai nomi grossi in consiglio di amministrazione. Tutti sono responsabili dunque non lo è nessuno, così il sistema riesce a proteggersi. La buona notizia però stavolta ce l'abbiamo ed è clamorosa. Bortoletto ha avviato vari contenziosi con le banche e a oggi ha ricevuto risarcimenti per migliaia di euro. Resistere dunque è possibile. Non solo. Imperatore e Bortoletto dimostrano che la legge è dalla parte di ognuno di noi, dalla parte del correntista. Loro hanno aperto la strada, adesso basta seguirli.
continua...

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