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Come migliorare il rapporto con la propria banca? Basta conoscerla

Articolo su MoneyFarm

Come migliorare il rapporto con la propria banca? Basta conoscerla

La poca trasparenza è cosa nota, ma con i giusti accorgimenti si può trovare il modo per migliorare rapporti con la propria banca.


Il 16 ottobre, dopo il successo di Io so e ho le prove, è uscito il secondo libro di Vincenzo Imperatore dall’eloquente titolo Io vi accuso. L’ex manager bancario svela i nuovi stratagemmi adottati dalle banche per ottenere profitti, racconta come le banche siano diventate «delle agenzie immobiliari capaci di far svendere le abitazioni dei clienti sul lastrico per far guadagnare anche i ricchi speculatori immobiliari già loro correntisti» o di come vengano gestite le assicurazioni sui crediti.Una testimonianza dura la sua, che aiuta a capire e a gestire al meglio i rapporti con la propria banca.
Proponiamo qui un estratto del libro:

In Italia ci sono circa 5 milioni di piccole imprese dietro le quali ci sono almeno il doppio delle famiglie. Più di un terzo della popolazione del nostro Paese ruota intorno all’economia generata da queste aziende. Come nella più bieca e criminale tradizione delle sistematiche distruzioni di massa, le banche hanno dapprima “sfruttato” i piccoli imprenditori per far lievitare i loro rendiconti, salvo poi distruggerli quando non servivano più ai loro scopi: agnellini di un gregge da sacrificare sull’altare del profitto. Sempre, sempre, sempre, anche quando le stesse imprese hanno rappresentato il motore trainante della crescita nazionale.
Oggi la situazione è profondamente mutata. Per preservare il sistema e non saltare in aria a causa dei bilanci alterati, gli istituti di credito hanno bisogno di nuove fonti di abbeveraggio. Una volta messa in atto la «stretta del credito», che sta uccidendo la stragrande maggioranza delle aziende, alle quali sono stati chiusi i rubinetti della liquidità, la strategia di raccolta del risparmio delle banche continua a focalizzarsi, come ai bei tempi, su una lista di categorie protette: pochi ma fondamentali «clienti d’oro» –come dicono gli stessi bancari – che, da sempre, fanno girare i soldi, molti soldi: preti, commercianti cinesi, speculatori immobiliari. Queste persone hanno la priorità rispetto ai “normali” correntisti e vi racconterò come e perché. A loro è permesso tutto, anche ciò che non è consentito dalla legge: aggirare le norme antiriciclaggio, nascondere i proventi dell’evasione fiscale, operazioni finanziarie spericolate e perfino richiedere il licenziamento di funzionari che si oppongono alle loro volontà. Ma ci sono anche altri clienti privilegiati, come i giornalisti e gli editori, che ricevono attenzioni e favori che sicuramente non sono attribuite normalmente agli altri cittadini.
Ho immaginato la prima parte di questo libro come un processo senza difesa e senza appello, in cui il genocidio delle banche nei confronti delle imprese – e quindi dell’economia italiana – viene messo a nudo e nel quale svelo questo nuovo sistema che nessuno finora ha mai rappresentato. Lo faccio attraverso le carte e documenti che girano ai piani alti dei gruppi bancari. Riporto tutti i nuovi stratagemmi pensati dai giganti del credito per fare profitti a discapito della stragrande maggioranza dei clienti: se pensate che l’atteggiamento degli istituti sia meno feroce di un tempo, sbagliate.

Le banche sono diventate dei veri e propri centri commerciali, in cui fa carriera solo chi vende più televisori, frigoriferi, palestre, Xbox, vacanze in centri termali: i fidi, i mutui e tutti gli altri prodotti creditizi sono vincolati da questi elettrodomestici e non solo perché il correntista ha l’obbligo di comprarli se vuole sperare in un prestito (di cui non ha lo stesso la certezza). E di conseguenza, il nuovo manager è solo quello che sa piazzare meglio i «70 milioni di euro l’anno di prodotti di largo consumo» richiesti dai capi. Non esiste più il bancario competente, professionale ma solo burattini educati da “motivatori” ed esperti di comunicazione. Queste sono le figure predisposte a gestire le nostre finanze.

Racconto come le banche siano diventate delle sleali agenzie immobiliari capaci di far svendere le abitazioni dei clienti sul lastrico per far guadagnare, oltre sé stesse, i ricchi speculatori immobiliari già loro correntisti. Senza pietà, sballando il mercato e alterando le normali procedure della compravendita.

Gli istituti stanno favorendo il dislivello sociale e commettono, da sempre, reati per i quali non pagano mai nulla: induzione alla corruzione, alla evasione e al falso in bilancio, usura, violazione della privacy, violenza privata, esercizio scorretto del credito, estorsione, minacce. Ve ne diamo conto attraverso le storie e le confessioni delle “gole profonde” che hanno deciso, come feci io nel 2012, di denunciare questo nuovo sistema. Ma anche attraverso le lacrime e le testimonianze degli imprenditori e dei professionisti vessati e tartassati dalle banche

A pagare, oggi come ieri, sono gli imprenditori che piangono per non farsi protestare un assegno per poche centinaia di euro; i commercianti che supplicano il direttore di filiale per avere un piccolo prestito per pagare i debiti agli strozzini che tra l’altro sono clienti della stessa banca; gli artigiani minacciati della segnalazione antiriciclaggio per un versamento di poche migliaia di euro e poi “violentati” dalla guardia di finanza attraverso un duro interrogatorio in merito alla provenienza di quel danaro.

Nella seconda parte del libro fornisco, invece, gli strumenti che il piccolo imprenditore potrebbe utilizzare per sovvertire il sistema, per farcela anche senza il supporto (che poi tanto supporto non è) degli istituti di credito. Una sorta di «riabilitazione» per invertire la rotta. I metodi alternativi per reperire risorse e finanziamenti che vanno dai minibond al crowdfounding; dal peer to peer al commercio delle fatture. Certo, perché nell’attuale realtà globale le banche possono essere anche superate, l’importante è sapere come fare e soprattutto è fondamentale avere il coraggio di farlo. Racconto di tutte le strategie aziendali necessarie, basiche, indispensabili per superare la crisi e rilanciarsi sul mercato partendo dalla regola numero uno: «ci si può indebitare molto solo se si guadagna molto!»

Alla fine del processo c’è anche la «sentenza» che, se fosse divina, porterebbe direttamente le banche all’Inferno e le piccole imprese al Purgatorio.

Per uscire dal Purgatorio della recessione, infatti, le aziende devono iniziare a utilizzare strumenti e metodologie che servono alla sopravvivenza. Il Purgatorio, si sa, è il luogo dove devono transitare le anime «in stato di grazia» per la loro purificazione. La lettura di questo libro potrebbe essere la loro ultima pena.

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