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Come dev’essere strutturata un’ azienda calcistica per non naufragare

Il modello Robinson Crusoe e la struttura di un' azienda calcio

Come dev’essere strutturata un’ azienda calcistica per non naufragare

Articolo a cura di Vincenzo Imperatore su Il Napolista


Proseguiamo nell’indagine sul modello organizzativo tipico di una azienda calcistica. Oggi ci focalizziamo sulla parte relativa alla direzione sportiva

Il presidente come Robinson Crusoe

Ma prima ancora è il caso di ribadire che il modello tipico non è il modello ordinario. Perché tranne poche eccezioni, che sono poi quelle vincenti nel lungo periodo, quasi tutte le società di calcio hanno in comune una caratteristica. Le società di calcio, seppur di successo nel breve periodo, hanno avuto la guida di una persona capace: il presidente imprenditore. Ma quelle stesse capacità, nel processo di crescita della stessa società di calcio, hanno spesso portato quell’azienda all’insuccesso. Perché ogni aspetto di gestione è strettamente correlato alla eccessiva personalizzazione della figura del presidente-imprenditore. Che, soprattutto quando è anche fondatore, riveste sovente un ruolo come quello di Robinson Crusoe che sull’isola rimarrà per 28 lunghi anni, 12 dei quali passati in assoluta solitudine.

La direzione sportiva

La direzione sportiva, ad ogni modo, si occupa principalmente di tre attività:

  • intrattiene i rapporti con le altre aziende calcistiche in relazione all’attività competitiva e, soprattutto, ai prestiti, agli acquisti e alle cessioni di calciatori, avvalendosi di un’apposita banca dati;
  • mantiene le relazioni con gli organismi nazionali (Coni, Figc e Lnd) e internazionali (Uefa, Fifa ecc.) del settore;
  • gestisce il centro tecnico della società, dove si allenano e preparano le partite la prima squadra e le formazioni giovanili, dirigendo l’intera struttura tecnico-alberghiera che di solito comprende i campi da calcio, le palestre, gli uffici, gli alloggi per i tecnici e gli atleti, gli studi medici e la sala riunioni.
La direzione tecnica

La direzione tecnica è affidata all’allenatore della prima squadra che ne deve essere il vero leader sia per competenze che per carisma. Ha alle proprie dipendenze gli assistenti tecnici, il preparatore atletico (che nel calcio moderno assume una sempre maggiore importanza a causa del numero degli impegni e dell’intensità degli incontri) e l’allenatore dei portieri. Il direttore tecnico della prima squadra si giova dei contributi offerti dal responsabile del settore giovanile da cui può “prelevare” alcuni giocatori in caso di necessità. Poiché tale posizione riveste un’enorme rilevanza all’interno della struttura organizzativa e dato che la sua attività costituisce il volano principale di tutte le fonti di introito ed è anche fonte di consenso sociale, essa non ha superiori gerarchici tra le altre funzioni operative ed è alle strette dipendenze del vertice aziendale.

Il team manager

Una figura essenziale nella gestione dei rapporti tra i giocatori, il direttore tecnico e la dirigenza è quella del team manager. Che, contribuisce a mantenere l’equilibrio all’interno dello “spogliatoio” e a risolvere eventuali problematiche tra gli atleti e il gruppo dirigente. Il team manager deve, inoltre, curare i rapporti con le persone che gravitano attorno ai giocatori, come i familiari, dei quali deve essere attentamente pianificato l’inserimento nella nuova realtà al momento dell’acquisto di un nuovo calciatore, e i procuratori, con cui deve essere mantenuto un costante rapporto per monitorare lo stato d’animo e le aspettative dell’atleta.

Il coordinamento medico-sportivo

Il coordinamento medico-sportivo ha l’obiettivo di dare una condizione fisica ottimale ai calciatori. Tale obiettivo viene perseguito con l’ausilio del preparatore tecnico, tramite la programmazione del lavoro della squadra nell’arco della stagione e nei periodi transitori, il miglioramento personalizzato della forza, della velocità e della resistenza, il mantenimento della condizione psicofisica, la prevenzione degli infortuni, il recupero degli infortunati, la prescrizione delle cure mediche e del regime alimentare da seguire.

Le rimanenti funzioni operative sono similari a quelle di ogni altra impresa, e sono fortemente rivolte a ottenere i maggiori profitti possibili dall’attività svolta dalla squadra.

La comunicazione

L’ufficio stampa supporta quotidianamente la squadra. Si occupa delle relazioni esterne della società, delle interviste ai calciatori e ai tecnici in occasione degli allenamenti e delle partite. Gestisce la produzione e la diffusione delle informazioni in funzione dei pubblici specifici. È dunque, il centro nevralgico dell’attività di comunicazione esterna dell’impresa e, qualora quest’ultima sia quotata in Borsa, oltre a relazionarsi con i mezzi di comunicazione, deve occuparsi anche di ragguagliare la Consob su eventuali acquisti e cessioni di tecnici e giocatori.

La direzione del personale e la direzione amministrativa esercitano attività “tradizionali” volte rispettivamente a gestire le risorse umane, con eccezione di quelle agonistiche, e a svolgere consulenza legale e fiscale.

Il marketing

La direzione progetti speciali è principalmente preposta a sviluppare nuove iniziative profittevoli e alla gestione dello stadio o, come avviene per lo più attualmente, con i soggetti che ne concedono l’utilizzo al club (comuni, privati ecc.). Infine, la direzione marketing, la direzione organizzazione e l’area booking sono dedicate alle principali fonti di introito dell’impresa calcistica. Si concentrano sull’intera filiera del business calcistico e producono quel circolo virtuoso che dovrebbe permettere alle società di calcio di generare cospicue entrate. La direzione marketing orienta le campagne pubblicitarie e promozionali dell’azienda. Intrattiene le relazioni con gli eventuali sponsor. Concede le licenze per il merchandising e ne controlla la corretta applicazione, generando una grande percentuale dei ricavi aziendali.

Questa funzione lavora a stretto contatto con la direzione organizzazione poiché questa coordina le politiche commerciali dell’impresa e persegue la realizzazione e il mantenimento di una vera e propria rete con la tifoseria e con i club dei sostenitori, affinché l’intero movimento della supportership possa essere gestito e istituzionalizzato. In questo modo, la direzione organizzativa crea le premesse per una strutturazione organizzativa del pubblico che, oltre a costruire reti di sostegno sociale, consente una diffusione capillare dei prodotti e delle promozioni aziendali gestiti dall’area marketing.

A questo scopo opera anche l’area booking. Che programma e gestisce la campagna abbonamenti, garantendo incassi anticipati e sicuri, la vendita dei biglietti e l’elaborazione dei dati e delle informazioni relative alla tifoseria per potenziarne il livello di strutturazione organizzativa.

Ecco, così (come letto nelle ultime tre settimane) è organizzata una efficiente azienda di calcio che voglia avere risultati nel lungo periodo.

Attorno al presidente-imprenditore non bastano più solo degli executive funzionali. Occorre “un gruppo dirigente” la cui costituzione richiede tempo, energie e capacità. Altrimenti Robinson Crusoe non riuscirà ad arginare lo tsunami che si sta per abbattere sulla sua isola.

Presidente, è chiaro?

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