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Bitcoin, aumenta il sospetto: noi l'avevamo detto!



La silicon valley lascia passare il treno criptovalute senza salirci. I più grandi manager del pianeta guardano con grande sospetto a bitcoin, Ico e alla tecnologia che c'è dietro: la blockchain.

Come si legge, infatti, sull'ultimo articolo di Gabriella Colarusso su Lettera43, alla fine di gennaio 2018 Facebook ha annunciato che vieterà le pubblicità di criptomonete e Ico. La Cina, per canto suo, le ha vietate e ha posto dei limiti anche alle piattaforme di scambi; in Russia c'è una dialettica serrata tra il ministero delle Finanze - che ha da poco presentato un piano per regolare le Ico, il mining e il trading, il Digital assets regulation bill - e la Banca centrale contraria alla legalizzazione del trading, e in Europa alcuni Stati nazionali, scontrandosi con Draghi, chiedono una stretta sulle criptovalute.

I bitcoin da grandi protagonisti del 2017 finanziario ( con un valore che ha toccato i 20 mila dollari prima di Natale) diventano il burrono da evitare, la bolla speculativa.
Bolla speculativa che sui bitcoin c'è, cosi come il rischio che diventino strumenti di attività illecite pure, ed è ciò che rende comprensibile che le istituzioni finanziarie internazionali se ne preoccupino.

Pensare che Vincenzo Imperatore, Senior Consultant InMind Consulting, nell'editoriale del 28 dicembre "Bitcoin e i suoi fratelli: manuale di autodifesa contro le criptovalute", sempre per Lettera 43, lo aveva previsto.
"La regolamentazione e i protocolli di sicurezza sono carenti. Prelevare la "posta" può non essere scontato. E si pone anche una questione etica. Ecco perché questo investimento va oltre il rischio calcolato" e poi "Non è semplice prelevare. C'è gente che per oltre due settimane ha tentato di ritirare la somma che avrebbe guadagnato senza riuscirci. Sostanzialmente, il conto in questione non permetteva di prelevare la posta. La risposta diplomatica dell'exchange faceva riferimento a fantomatiche verifiche legali da effettuarsi da parte del Compliance department e che a breve il denaro richiesto in prelievo sarebbe stato inviato".

Il rischio che si trattasse di una cripto-illusione generata dalla mente di cripto-speculatori esperti e monopolisti del web lo avevamo considerato.

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