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BANCHE: CON BAIL IN A RISCHIO ‘CONTI SOLIDALI’

Che fine fanno i soldi delle collette solidali per le popolazioni terremotate (e non solo) nell’epoca del Bail in, se la banca su cui sono ‘appoggiati’ fallisce?

BANCHE: CON BAIL IN A RISCHIO ‘CONTI SOLIDALI’ Ascolta l’intervista di Domenico Guarino a Vincenzo Imperatore


“La disciplina del bail in non prevede nessun paracadute per alcun tipo di conto corrente che presenti un saldo superiore a 100 mila euro”, spiega Vincenzo Imperatore, intervistato da Domenico Guarino durante la nostra trasmissione Bella Vista di Sera. “Non c’è nessuna deroga al principio basico che dice che, in caso di default di una banca, l’eccedenza rispetto ai 100 mila euro può essere trasformata in capitale della banca”. Questo stesso principio si applica anche nel caso in cui, ad essere colpiti, siano gli istituti bancari che si sono impegnati per la raccolta fondi per le popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto. “Probabilmente eventi straordinari e imponderabili come quelli di un conto corrente acceso per la raccolta fondi per un’iniziativa benefica non sono stati presi in considerazione dal legislatore”, continua Imperatore, secondo il quale comunque “è opportuno guardare anche l’altra faccia della medaglia, perché non credo che le banche arrivino a questo limite di cannibalizzazione”.

Interrogato sulla stabilità del sistema bancario italiano, da più parti esaltata negli ultimi mesi, Imperatore dice: “Questa è la più grossa bugia che ho sentito negli ultimi mesi. Questo mi fa riflettere sul fatto che la trasparenza non è proprio il punto di forza delle istituzioni. Non dico delle banche, che in questo momento hanno seri problemi da affrontare e per le quali fare del terrorismo psicologico nei confronti dei cittadini e dei correntisti sarebbe sicuramente dannoso; ma le istituzioni come possono dire che il sistema bancario è solido se le due principali banche del paese, Unicredit e Monte dei Paschi di Siena, per continuare a fare ‘banca sana’ dovrebbero raccogliere circa 25 miliardi di euro? In 18 miliardi circa è stato stimato il fabbisogno di Unicredit e in circa 8 miliardi quello di Mps. Questi sono dati oggettivi, che il mercato azionario sta leggendo benissimo. Altrimenti non si spiega come mai il titolo Mps valga 0.17 centesimi e quello di Unicredit valga 2 euro”.


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